Marzo nero.


Da domani.

Perché parteciperò all’iniziativa?
Non farò la morale sulla censura di internet, sulla pena del reato di condivisione di materiale protetto da copyright rispetto allo stupro e al genocidio, sulla chiusura preventiva dei siti senza processo, e così via… di queste ne hanno già parlato in blog ben più importanti del mio, in maniera ben più esaustiva di quanto potrei fare in questo piccolo post.

Il problema sembrerebbe di natura commerciale: gli editori ritengono che se esistono dei canali che distribuiscono i “loro prodotti” gratis, la conseguenza è che hanno un guadagno ridotto.
Chi sono gli editori?
Non a caso, nella frase precedente, ho scritto “loro prodotti” fra virgolette, proprio perché non sono i “loro prodotti”, ma sono delle opere create da autori che vengono “impacchettate” e vendute, come qualsiasi altra merce. Fra l’altro vengono vendute delle copie, che loro chiamano “originali”.
Copie originali… che ossimoro… ma lasciamo stare, altrimenti divago troppo.
Ecco chi è l’editore. L’editore e colui che detiene il diritto esclusivo di distribuzione delle copie; avendo questo diritto come esclusivo, può decidere e disporre del proprio mercato, anche infischiandosene dell’eventuale cliente, che avrà una sola offerta, prendere o lasciare. Non solo economica, ma anche di disponibilità.
Il digitale ha portato un grosso scompiglio al loro sistema, in quanto fare una copia è diventato semplice ed alla portata di tutti, il bene è replicabile all’infinito, praticamente senza costi e senza sottrarre nulla a nessuno.
Un bel problema, non lo nego, ma cosa è stato fatto per porre rimedio?
Primo tentativo: proteggere i files.
Risultato: un disastro. Qualsiasi protezione esista, è aggirabile, quindi non riesce ad essere un vero e proprio deterrente… anzi, molte volte complica di più la vita del povero cliente che vorrebbe usufruire del bene pagato sonatamente: musica ascoltabile su un solo dispositivo, film che non si vedono, impossibilità di eseguire un backup, libreria persa per un guasto hardware, e così via.
La musica l’ha finalmente superata, dopo un po’ di CD che non si sentivano e di mp3 che potevano essere ascoltati solo sul lettore abilitato, e benché sia il contenuto più facilmente copiabile ed il più copiato, il mercato va abbastanza bene.
I libri sono ancora in stato embrionale, quindi ancora in tentativo di protezione, ma mi sembra che gli ebook protetti da DRM siano abbastanza snobbati e i produttori che ne fanno uso moderatamente sberleffati. Con la speranza che si ravvedano presto.
Con i film c’hanno provato, ma quando hanno visto che la protezione era molto costosa e facilmente aggirabile hanno lasciato perdere… è sopravvisuta solo quella regionale, ma solo per gli accordi dei distributori, infatti è aggirabilissima, tecnicamente, anche questa… magari è più deterrente la lingua che la protezione in sé.
Secondo tentativo: piangere per la pirateria.
Risultato: inutile. Da quando attuano questa soluzione sono andati di male in peggio: per un sito che chiude, ne aprono 10, per una tecnologia bloccata ne nascono 100, per ogni legge a loro favore nascono nuove infrazioni, senza che queste possano in alcun modo portargli un beneficio. Soluzione in essere tutt’oggi, con armi (leggi) sempre più forti e repressive, ma con il medesimo risultato: la pirateria aumenta a livello esponenziale.
Terzo tentativo: tentare di migliorare l’offerta.
Risultato: buone speranze, ma che ha introdotto, per loro, nuovi problemi. I tentatiti sono in alcuni casi primordiali e ancora non del tutto efficaci (si pensi ad itunes, netflix, hulu, youtube e altri), o meglio, più efficaci per alcuni, meno per altri… tentativi di business alternativi che non sempre hanno avuto il successo sperato. A questi si contrappongono, però, leggi troppo limitanti, intermediari troppo parassiti e società vetuste che non riescono più a tutelare gli interessi degli associati.
Migliorare l’offerta vuol dire anche ampliare il catalogo, non dimenticare le opere più vecchie, fidelizzare l’utente, tutte cose abbastanza ignorate.
Qualcosa è andato bene e qualcosa no, ma in linea di massima sarebbe stata (e lo è ancora) la strada più efficace da perseguire.
Qual è la difficoltà allora? e quali sono i “nuovi problemi” a cui facevo riferimento?
Molto comodo da parte loro dire che “gli scariconi” sono la maggiore difficoltà: questi non sarebbero mai stati clienti, non avrebbero mai acquistato, e, benché abbiano centinaia di terabytes di materiale, non avrebbero comprato nulla (concedetemi gli estremismi) e non sono artefici dei loro mancati guadagni. Un discorso conveniente da parte degli editori, ma per nulla convincente… che fra l’altro non migliora la situazione, anzi, è evidente che la sta peggiorando.
Di “nuovi problemi” parlavo… e sono questi che preoccupano gli editori.
L’affinamento di questa soluzione ha aperto nuovi scenari, catastrofici per gli editori di oggi: essere bypassati, superati, inutili.
Oddio, so’ stato troppo catastrofico, ma il senso è (più o meno): perdita del diritto esclusivo di distribuzione delle copie.
Per cosa credete che sia stato chiuso Megaupload?
Esistono centinaia di servizi simili a megaupload, con gli stessi contenuti protetti da copyright, ma infinitamente migliori per usufruirne, tipo: niente attesa fra un download e un’altro, maggiore banda disponibile, recupero di download interrotto, download paralleli, etc. Quindi perché è stato cassato proprio questo?
Megaupload si preparava, forte della sua potenza economica (ottenuta illegalmente, ma come tanti altri potenti oggi, che quando l’hanno ottenuta legalmente è stato solo per leggi che gli hanno adeguato) ad offrire su larga scala contenuti protetti, stipulando accordi commerciali direttamente con gli autori, togliendo di fatto la terra sotto i piedi degli editori attuali. Magari non è vero, il ciccione di megaupload Kim DotCom è davvero un pedoterrorsatanista e si merita tutti i suoi 50 anni di carcere.
Ma diciamo che di megaupload non ce ne frega niente, ritorniamo alla “perdita del diritto esclusivo di distribuzione delle copie”.
In teoria, oggi, già tutti gli autori potrebbero distribuire le loro opere senza passare più per gli editori, non parlo per gli artisti già multimilionari, a loro non gliene frega niente, potrbbero farlo ma non avrebbero nessun vantaggio, avrebbero solo la scocciatura di dover cambiare metodo.
Molti autori emergenti oggi già lo fanno, e questi saranno gli autori affermati di domani, un domani, forse, senza editori, o con l’autore editore di se stesso.
Non posso prevedere il futuro, ma mi sembra evidente che il sistema che c’è oggi e che gli editori difendono con i denti grazie ad artifici legalizzati, non può avere futuro.
Gli editori devono cominciare a vendere quello che dovrebbero vendere, venendo incontro alle esigenze del cliente… se le offerte di megaupload e library.nu funzionavano tanto da guadagnare, potevano pensarci loro.
Nessuna battaglia ipocrita mascherata da disobbedienza civile: io scarico da siti alternativi perché mi danno un’offerta migliore: di cerchi di plastica, ebook con DRM e musica compressa non so che farmene.
Ah, pure le loro licenze di ascolto e visione possono mettersele in quel posto.
Se l’offerta è fatiscente ed in molti casi assente, è normale che si diffonda un mercato nero. Più questo si diffonde, maggiore è l’evidenza del fallimento dell’attuale struttura legale o, meglio, legalizzata.
Fino ad ora si può solo esaminare l’offerta ed, eventualmente, rifiutarla.
Di tutte le proteste sulla durata del copyright, sulla protezione con DRM, sulla scarsa disponibilità delle opere meno recenti, sui prezzi alti, sui balzelli inapplicabili ma che vengono comunque applicati, etc. non mi pare che gliene sia fregato mai niente a nessuno… se non, ma solo in parte, a qualcuno che poi ha avuto un successo strepitoso.

Per questi motivi eviterò qualsiasi acquisto, fruizione e anche “scaricamento” dei contenuti protetti, per fargli capire, con una forte perdita economica, che non sono interessato al loro prodotto se vogliono continuare a vendermelo alla stessa maniera pre digitale.

E’ ora che gli editori si mettano a vendere prodotti che la gente vuole, e smettere di propinarci merda solo perché sono gli unici che detengono il diritto di vederti una copia, diritto che hanno acquisito con leggi scandalose e compiacenti.

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La ricerca dei sogni

Mi piace sognare.
Anche se non sono più un ragazzino, mi piace fuggire con la mente e distrarmi dalla realtà, lo faccio non appena ne ho occasione, oppure cerco qualcosa che mi permetta di farlo.
Fra le cose che mi permettono di evadere, c’è sicuramente la musica, ma non è di questa che scriverò oggi.

Un romanzo breve (o racconto lungo) scritto da un mio caro amico, è l’oggetto del nuovo post.

E’ stato capace di tenermi la mente occupata anche quando non lo avevo sotto gli occhi (a me non piace leggere tutto in una soluzione, devo spezzare la lettura in, almeno, due parti), mentre guidavo, mentre ascoltavo il pezzo degli H.I.M. che devo preparare per questo martedì con la mia band (c’è il box di Facebook sulla destra), mentre svolgevo altre attività quotidiane durante il riposo “fine settimanale”.
Non farò una recensione (non sono capace), non ne scrivo per fargli pubblicità (non ne ha bisogno: di professione è un web designer, non uno scrittore), vorrei solo riuscire a trasmettere l’emozione che mi ha dato leggerlo, ma so’ che non è facile, descrivere con le parole la mente che vaga e si immerge nel racconto, nella sua realtà alternativa.

“Ringo sulla Luna” è la storia della vita di una persona normale (?) descritta in soggettiva, divisa per episodi salienti della propria esistenza,  nel suo mondo fantastico e surreale, ma in maniera del tutto verosimile come se fosse la vita di ognuno di noi raccolta in un diario.

Una perla: sono contento che l’abbia “rispolverato” dopo ben 15 anni, sarebbe stato un peccato se fosse stato dimenticato.

Anche se mi ha tenuto impegnato per poche ore, mi ha dato l’emozione che cerco e che mi piace tenere nel cuore, con le altre.

Non sono solito a consigliare una lettura, anche perché le mie sono decisamente “settoriali”, horror e fantascienza per lo più, quindi, di solito, ne parlo solo con chi ha i miei stessi gusti.

Ma questo è diverso, è come “guardare la Terra dalla Luna”.
Vi renderete conto dell’errore che avreste commesso a non leggerlo, solo dopo averlo letto.

Per saperne di più sull’autore: http://www.antonioagrestini.net/


Bianco su nero

Neve

Ore 00.50.

E’ difficle scrivere qualcosa che non sia banale sul proprio blog… non ci proverò nemmeno: scriverò qualcosa di banale.
E’ bello vedere la neve che cade di notte, ha un “che” d’ipnotico.
Accendo una sigaretta e sto alla finestra. E la guardo.
Ma che c’avrà poi di tanto bello?
Bianca, fredda, senza suono precipita e si accumula, sino a coprire completamente strade, auto e alberi.
Eppure rimango a guardarla affascinato, cercando di seguire il singolo fiocco, e sorridendo alla presunzione di riconoscerlo una volta adagiato sul resto del manto. Se è vero che non esistono due fiocchi di neve identici, devo, altresì, ammettere che una volta a terra si somigliano tutti! 8P
E dopo la stronzata sciocchezza atta a rovinare la poesia, posso spegnere la sigaretta ed andare a dormire.
Domani, ci sarà molto più bianco del solito.