Sogni di carta (elettronica)

Delle cose che faremo domani, fra un anno o fra dieci anni, non possiamo esserne certi.
Eppure, ci sono delle cose che continuerò a fare sino a che ne avrò la possibilità e la forza… La musica, suonare sul palco, è una di queste, mi piace il fluire delle note, il calore del pubblico, la complicità con i compagni della band; creare suono durante il concerto, passione fra la gente… Oltre a questo, una cosa a cui non rinuncerei mai è la lettura… molto diversa dalla passione musicale, agli antipodi: intima e solo a mio uso e consumo.
Immergermi nella lettura mi permette di separarmi dalla realtà, vivere un’avventura fantastica, da sogno… magari sto mesi senza leggere nulla per poi ritrovarmi a divorare pagine su pagine di romanzi o anche solo di racconti, completamente assorto nelle 3-4 ore giornaliere che posso dedicargli.
Oggi ho finito di rileggere “Labirinto di morte” di un Dick meno conosciuto rispetto a “La svastica sul sole”, “Blade Runner” e “Rapporto di minoranza”, in un ipotetico cammino “fanta-teologico” cominciato con “Ubik” (in rilettura anche questo) e proseguito con “Guaritore Galattico”.
E ora via, verso la trilogia di Valis, per concludere con “Un oscuro scrutare”, per riscoprire colui che a mio avviso è il più grande autore di fantascienza di tutti i tempi.
Sino a che il mio cuore continuerà a battere, sino a che la mia vista me lo permetterà… Poi, imposterò il mio ebook reader ad un carattere per pagina!
Almeno per la vista… per il cuore, non credo di poter fare molto.

Le mie letture su Anobii


Non tutti i mali vengono per nuocere

Bella giornata, ieri.
Il destino (macchina rotta) ha voluto che rimanessi una giornata da mio fratello, giorno feriale: mio fratello e mia cognata dovevano lavorare.

Ho accompaganto a scuola (e sono andato a riprendere) i nipotini, ho visto Cenerentola (2 volte) e Biancaneve, ho mangiato un ottimo minestrone dai suoceri di mio fratello, ho imparato il “maggiore, minore e uguale” di matematica, conosco alla perfezione il ciclo dell’acqua, ho fatto dormire la mucca di nonno nanni nelle mie mani con un’immensa coperta verde, mi sono trasformato in rotolone evoluto, ho studiato scienze accanto ad un orso del sistema polare con una maestrina d’eccezione, curato i pupazzi dalla “perdiovattite”, sconfitto i serpenti fiammanti e altro…

Si dovrebbe rompere più spesso il sensore di sòncazzoché: sono più povero di cento leuri, ma più ricco di felicità.


L’anno che verrà

E così, anche il primo dell’anno è passato, siamo pronti a vivere anche quest’anno, a vedere cosa ci riserva, ma con quali prospettive?
Come tutti gli anni, non ho ascoltato il discorso del presidente: in primis perché non sono interessato a ciò che può aver da dire un vecchietto ipocrita finto compagno, poi perché so già che avrebbe parlato di sacrifici e ripresa.
1. Sacrifici
lui ne parla, che dobbiamo essere pronti a farne degli altri ( bada bene: NOI dobbiamo essere pronti a farli) mentre lui si alza lo stipendio di altri novemila euro all’anno (ironico: il correttore dell’ipad mi suggeriva “all’ora”), oltre i duecentotrentanovemila che già prende…
Ma il problema non è solo lui, tutti i suoi amichetti senatori a vita (dodicimila euro al mese fino a che non muoiono, oltre a più di diecimila euro di rimborsi, sempre mensili, e duecentoventi euro di “gettone di presenza” per ogni “seduta” in parlamento) e gli altri parlamentari che, oltre al vitalizio, avranno pure un “assegno per il reinserimento nella vita lavorativa”, come lo chiamano loro, in realtà è una sorta di TFR, con la differenza che il loro non è tassato (quello degli altri lavoratori è tassato al 23%)… Stipendi da nababbi e nessuna spesa (affitto, treni, aerei, autostrade, ecc.), non pagano nemmeno il cinema o il teatro!
Tutti froci, cor culo dell’artri.
2. Ripresa
sarò ancora più stringato del capitolo “sacrifici”: non ci sarà.
Come potrebbe esserci? Arrivano già i primi aumenti di tasse e beni di consumo, siamo costantemente assediati da un debito pubblico truffa, ideato per poter essere praticamente inestinguibile, hanno svenduto la sovranità monetaria a dei privati, ritrovandoci ad avere una moneta straniera in terra nostra.
Il lavoro è sempre più precario, gli stipendi sempre più inadeguati con conseguenza di un numero sempre maggiore di cittadini “poveri”.
Le scuole crollano e di questo passo non avremo più istruzione pubblica, gli ospedali chiudono e presto non avremo più assistenza sanitaria.
Oltre a questo, veniamo anche insultati: siamo “choosy”, sfigati e bamboccioni, non dobbiamo aspirare al posto fisso perché è monotono, dimenticando l’articolo 1 della costituzione… ma si sa: questi con la costituzione ci si puliscono il culo.
Tanto questi problemi non toccheranno la casta, che si farà leggi sempre a suo esclusivo vantaggio.
A tutti questi auguro un brutto 2013.

Agli altri auguro buona notte e buon anno (speriamo).