Domani…

Quale valore ha la democrazia, se poi la usiamo contro noi stessi?

Durante l’anno, sento sempre parlare di malcontento, di problemi, di ladri e di casta,
quando ci avviciniamo alle elezioni, sembra che tutto venga improvvisamente dimenticato.
Ci si dimentica (o non lo si sa proprio) che tutti i cittadini sono chiamati a votare, non per un “premier” né per nessun membro del consiglio dei ministri, ma per delle persone che dovranno rappresentarci e fare i nostri interessi, nel posto in cui vengono fatte le leggi e viene decisa la nostra vita.
Ci si dimentica che quando tracciamo la “X” sul simboletto, stiamo votando per una lista (pubblica, e che nessuno mai legge) senza poter dare una preferenza diretta, e che se le “X” saranno abbastanza i primi di quella lista potranno sedere su delle poltrone a legiferare, a scegliere ciò che per loro è giusto per tutti, tipo poter togliere i soldi alla scuola per comprare sottomarini o togliere soldi alla sanità per comprare cacciabombardieri.
Molte volte non sanno nemmeno cosa stanno votando, sono solo manovrati dalle lobby che gli dicono cosa fare… gente che parla in modo da non farsi capire, che sa solo dare la colpa agli altri, che cura solo i propri interessi, che vive lontano dalla realtà e dal popolo.
Basta col mestiere di politico: come può uno che schiaccia un pulsante a favore di una legge ingiusta o contro una legge giusta, che ha uno stipendio dieci volte superiore alla media, che ha tutti i privilegi possibili, che usa il suo posto come un potere, definirsi “Onorevole”?
Siamo noi che ci lamentiamo della casta e siamo sempre noi che votiamo per loro.
Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori non è vittima: È COMPLICE.

È ora che tutto questo finisca, è ora che noi stessi ci diamo da fare per decidere cosa ci serve veramente.
I deputati e i senatori devono essere lì per noi, solo perché non ci entriamo tutti, e devono essere i nostri occhi, le nostre voci e le nostre scelte.

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” (Art.1, comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana).

Mancano poche ore a domani, andiamo a riprenderci il nostro parlamento.