#100HappyDays

Fra tutte le mode del momento, proprio non sono riuscito a farmi catturare dalla social-mania: ogni tanto mi ricordo di postare delle foto su fotolog e instagram non lo uso più da svariato tempo, scrivo solo qualche stupido stato o, al massimo, condivido un link su fb, non c’ho nessun selfie, su ‘sto blog ci scrivo ogni morte di papa…

Però questa sembra carina: una sfida ad essere felici per 100 giorni consecutivi, o meglio a ricordare un momento del giorno in cui si è felici. 100 momenti di felicità per 100 giorni, da documentare con una foto.
Ennesima cacchiata?
Trappola becera per farti creare un account froont?
Altra forma di esibizionismo per gli amanti dello scatto a tutti i costi? (rigorosamente col cellulare)
Po’ esse, ma questa volta mi ci metto d’impegno, perché son sicuro di avere sempre dei momenti felici nella giornata (anche le peggiori) e per, magari, apprezzarli un po’ di più. O solo per ricordarli in seguito, quando rivedrò le istantanee.

Inizio da oggi (o meglio con un ricordo di ieri): con Vince e Andrea, dal Braciola, a mangiare una gricia salatissima, parlare di musica e pagare una fattura a quadrettoni…
…tanto per ben cominciare, ho dimenticato di fare la foto! 8P
Bhé, inutile pensarci ora, ci metto una foto di un po’ di tempo fa che ritrae gli stessi soggetti.
Per la gricia, non posso far nulla: non ne mangio da tempo immemore e, purtroppo, mi porta al triste ricordo di un caro amico che non c’è più.

Au revoir!


La ricerca dei sogni

Mi piace sognare.
Anche se non sono più un ragazzino, mi piace fuggire con la mente e distrarmi dalla realtà, lo faccio non appena ne ho occasione, oppure cerco qualcosa che mi permetta di farlo.
Fra le cose che mi permettono di evadere, c’è sicuramente la musica, ma non è di questa che scriverò oggi.

Un romanzo breve (o racconto lungo) scritto da un mio caro amico, è l’oggetto del nuovo post.

E’ stato capace di tenermi la mente occupata anche quando non lo avevo sotto gli occhi (a me non piace leggere tutto in una soluzione, devo spezzare la lettura in, almeno, due parti), mentre guidavo, mentre ascoltavo il pezzo degli H.I.M. che devo preparare per questo martedì con la mia band (c’è il box di Facebook sulla destra), mentre svolgevo altre attività quotidiane durante il riposo “fine settimanale”.
Non farò una recensione (non sono capace), non ne scrivo per fargli pubblicità (non ne ha bisogno: di professione è un web designer, non uno scrittore), vorrei solo riuscire a trasmettere l’emozione che mi ha dato leggerlo, ma so’ che non è facile, descrivere con le parole la mente che vaga e si immerge nel racconto, nella sua realtà alternativa.

“Ringo sulla Luna” è la storia della vita di una persona normale (?) descritta in soggettiva, divisa per episodi salienti della propria esistenza,  nel suo mondo fantastico e surreale, ma in maniera del tutto verosimile come se fosse la vita di ognuno di noi raccolta in un diario.

Una perla: sono contento che l’abbia “rispolverato” dopo ben 15 anni, sarebbe stato un peccato se fosse stato dimenticato.

Anche se mi ha tenuto impegnato per poche ore, mi ha dato l’emozione che cerco e che mi piace tenere nel cuore, con le altre.

Non sono solito a consigliare una lettura, anche perché le mie sono decisamente “settoriali”, horror e fantascienza per lo più, quindi, di solito, ne parlo solo con chi ha i miei stessi gusti.

Ma questo è diverso, è come “guardare la Terra dalla Luna”.
Vi renderete conto dell’errore che avreste commesso a non leggerlo, solo dopo averlo letto.

Per saperne di più sull’autore: http://www.antonioagrestini.net/